Diario di una Ceramista

Il mio laboratorio: uno spazio piccolo, un mondo grande

Il mio laboratorio è piccolo. L'ho ricavato da una stanza di casa mia, e a volte sogno di averne uno più grande — con più luce, più spazio, più aria. Ma poi mi siedo al tornio, e mi dimentico di tutto.

Uno spazio tutto mio

In questa stanza c'è tutto quello che mi serve: un forno, un tornio, un tavolo dove lavoro a lastra, decoro e smalto. Sulle mensole, i colori e gli strumenti sono sempre lì ad aspettarmi — ognuno al suo posto.

Come stare dallo psicologo

Entrare in laboratorio è come fare un respiro profondo. La mente si libera, i pensieri si sistemano da soli. Mentre le mani lavorano l'argilla, la testa viaggia — risolve, sogna, si riposa. Non è solo un posto dove creo oggetti: è il posto dove mi ritrovo.

Gli ospiti inaspettati

Sono al piano terra, con un piccolo giardino. E ogni tanto arrivano i gatti. Li vedo giocare con le foglie delle piante, rincorrersi tra i vasi, e poi — quando decidono che è ora di riposare — si sistemano sulla mensola del lavandino come se fosse il posto più comodo del mondo. Arrivano quando vogliono, se ne vanno quando vogliono. Ma quando ci sono, il laboratorio sembra ancora più vivo.

Il sogno nel cassetto

Uno spazio più grande, un giorno. Ma intanto, questo piccolo laboratorio è esattamente dove devo essere.

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